
l’intenzione che abbiamo condiviso è stata di realizzare un video che facesse un discorso parallelo al tema del brano, una divergenza capace di animare il discorso piuttosto che incorniciarlo.
per rendere visivamente il tema del brano, ovvero lo spaesamento nelle relazioni, ho utilizzato alcuni materiali d’archivio di pubblico dominio, ritagliando da vari film una serie di primi piani. nel primo piano il personaggio è solo, privato per un istante del contesto e dell’ambiente in cui è. mi è sembrata una condizione simile a quella che viviamo oggi, obbligati a un continuo primo piano e peraltro ad essere più simili alle facce dei film classici seguendo la moda nostalgica del rassicurante vintage.
è inoltre uno spaesamento di dispositivi. tavernelli è una delle facce o “guarda” le facce, la realtà è tra le facce o nello schermo che le riproduce?
MA CHE GENTE C’E’ IN GIRO
ma che gente c’è in giro
quali sono gli altri umani con cui vivo
e non riesco a capire se sono io…
poche tracce di vita, nulla più rimane da seguire
tanto che ormai siamo tutti irriconoscibili
il prepotente al volante
il pallone che rimbalza da ogni parte
la bugia che diventa poesia
l’inganno che ci rende amorevoli
ma che gente c’è in giro
quali sono gli altri umani con cui vivo
e non riesco a capire se sono io…
una visione tradita
l’ansia del minuto che sta per passare
ognuno di noi può giocarsi tutti i suoi crediti
il venditore ambulante
quello trascinato dalle circostanze
che sia vittoria o che sia agonia
ci si butta costi quel che costi
ma che gente c’è in giro
quali sono gli altri umani con cui vivo
e non riesco a capire se sono io…
il pavimento che crolla nessuno si sposta
il pavimento che crolla nessuno si sposterà
una corsa infinita
ci si scontra ma nessuno se ne accorge
sembra normale che non ci sia
differenza tra orgoglio e vergogne
ma che gente c’è in giro
quali sono gli altri umani con cui vivo
e non riesco a capire se sono io che non sono più comprensivo