Fabrizio Tavernelli


Recensione “Oggetti del Desiderio” su Rockerilla

Posted in Nuove by Taver on the January 5th, 2011

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ROCKERILLA-gennaio-2011-TAVERNELLI-1.jpgFABRIZIO TAVERNELLI
Oggetti del desiderio
             Lo Scafandro
Simone Bardazzi 8/10

Separati dalla nascita. Divisi dal fato, dal caso, dalle diverse pulsioni verso altrettanto dissimili oggetti del desiderio. Correggio: uno (Luciano Ligabue) diventa una sorta di Bruce Springsteen italiano, l’altro (Fabrizio Tavernelli) prende una sbandata per David Thomas e affronta una vita da mediano. Eppure, nei lontani anni ottanta, fra gli En manque d’autre (una delle più geniali band italiane) e gli Ora Zero, solo un mentecatto avrebbe preferito i primi ai secondi. Invece no. Negli anni novanta, mentre quello famoso mette assieme Michael Stipe e piadine, l’altro tira avanti con gli  Acid Folk Alleanza (altra band geniale), proseguendo con esperimenti sonori sulla forma canzone, liriche corrosive e una lettura psichedelica della bassa padana, che solo un semi-analfabeta potrebbe ritenere proto-leghista. Infine oggi. Tavernelli non ha mai smesso di fare canzoni, sperimentazioni, dischi e concerti; una trentina di album fra indie e major. “Oggetti del Desiderio”, però, è il suo primo vero lavoro solista. Il suo punto di vista sulla società italo-padana non è affatto cambiato. E’ sufficiente la cover di “Benvenuti tra i rifiuti” di Faust’O, anno di grazia 1978, per chiarire gli intenti del nostro. Sul piatto della bilancia vanno anche “Andrew Warhola”, “Compagnia telefonica” e soprattutto “Ma che gente c’è in giro”, altri piccoli capolavori di rock italiano in italiano.

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