Fabrizio Tavernelli


Da Elogio dell’Entropia di Luca Rinaldoni

Posted in Scrittura by Taver on the October 30th, 2010

Sono una cellula dormiente?

Di fronte a una vita apparente
mi ritiro, pratico il niente;
perso in un mondo troppo pieno
io scompaio.
Mi bastano due cose in croce,
non una croce di comandamenti e codici,
non replico giochi di specchi
se quello che era si deforma. 
E perchè dovrei arrivare ovunque
se non conosco le distanze,
e parlare con chiunque
se mantengo le distanze?
 C’è chi dona altri sè
e moltiplica soltanto altri sbagli,
 io sono uno,
sono solo, io non ci sono… 
E quando credi che non stia facendo niente,
ricorda, sono una cellula dormiente;
e quando credi che non stia facendo niente,
attento, sono una cellula dormiente;
e quando intorno c’è un deserto desolante
nel nulla qualcosa rinasce.
E’ un letargo di un lungo inverno,
è vita conservata in formalina,
è overdose di narcotici,
è un battito che senti a mala pena;
fingo la morte e sopravvivo
mentre fuori è solo frastuono,
e se provi a stanarmi
io mi nego.
E quando credi che non stia facendo niente,
ricorda, sono una cellula dormiente,
e quando credi che non stia facendo niente,
attento, sono una cellula dormiente
e quando intorno c’è un deserto desolante
nel nulla qualcosa rinasce

Ibernato, segreto,
il significato è un codice criptato;
ora è tempo di rimanere immobile
mentre fuori è un disgregarsi di cellule;
e quando un altro ciclo sarà finito
io sarò rinato.

E quando credi che non stia facendo niente,
ricorda, sono una cellula dormiente,
e quando credi che non stia facendo niente,
attento, sono una cellula dormiente,
e quando intorno c’è un deserto desolante
nel nulla qualcosa rinasce.

E’ inutile negarlo, ci sono canzoni che avresti voluto, direi potuto, arriverei a dire dovuto scrivere tu. E te le trovi scritte da qualcun altro, ma almeno da un artista che segui dal ‘95 con immutata stima e non da un vascorossi o samuelebersani qualsiasi.Il testo è addirittura sorprendente e ti descrive con una esattezza pressochè medianica. La musica, magari tu ci avresti infilato un paio di diminuite o di settime aumentate in più, ma non è quella che conta.L’autore di questa canzone è Fabrizio Tavernelli. In gioventù è stato dadaista zappiano, musicalmente ibrido che più ibrido non si può, spaziando dall’heavy metal alle marcette, dalla psichedelia al liscio, dal funk al blues. In età un po’ più adulta si è dedicato a una proposta musicale molto più seria, a tratti perfino seriosa (la leggenda urbana che corre su e giù per la Via Emilia vuole che dietro questa metamorfosi ci siano stati i consigli di Giovanni Lindo Ferretti, e si sa, le leggende urbane sono quello che sono…). ma nei suoi testi continuava ad aleggiare la sua vena poetica vaghissimamente sanguinetiana, dove a volte il gioco paralessicale e le associazioni fonetiche creano significati inaspettati(come succede nei sogni).Oggi in lui convivono le due anime, se passa con disinvoltura da Pachistano Reggiano che sembra scritta nel ‘93 a questa bellissima, starei per dire epocale ma poi lui si imbarazza, canzone. Come se in questi anni affollati e rumorosi non sapesse bene se ridere in modo irrefrenabile o farsi assalire da una sartriana nausea. E io con lui. Il testo di Cellula dormiente mi sembra tra l’altro un affascinante incrocio tra Il complesso del maledetto e Iceberg, Guarda caso, due testi che avevo già citato nel mio blog un tre anni fa.Al tempo, si stava quasi formando un Club del Maledetto nel quale mi sarebbe spettata la presidenza onoraria. Oggi fonderei un club delle Cellule Dormienti, ma forse ben pochi oserebbero iscriversi: io ne sarei fondatore, presidente, socio unico e, dopo un po’, curatore fallimentare.

Pensate un po’………………….

http://uncadunca.leonardo.it/blog/graditi_ospiti/sono_una_cellula_dormiente_2.html

WordPress database error: [Table 'Sql98939_1.Sql98939_comments' doesn't exist]
SELECT * FROM Sql98939_comments WHERE comment_post_ID = '1337' AND comment_approved = '1' ORDER BY comment_date

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.