Fabrizio Tavernelli


AFA “Acid Folk Alleanza” Sugar 1993

Posted in - Acid Folk Alleanza / AFA by Taver on the October 2nd, 2006

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afa.jpgLe grandi bande nascono attorno ai grandi fiumi. Lo scorrere poderoso ed incessante del più grande fiume italiano ha modellato nei secoli gli umori, gli amori e le vicende delle genti padane; un brusio di sottofondo che accompagna da sempre lo svolgersi della vita in pianura. Fedele a quel ritmo, la musica degli AFA è giocata sulla fluidità sulla liquidità. La formazione a banda garantisce un impatto solido e scorrevole, a volte impetuoso, a volte improvviso e vorticoso, dal sapore nostrano e popolare, autentico, dunque necessariamente moderno ed europeo. L’orchestrina interstellare degli AFA esiste sotto mentite spoglie dal 1987 (En Manque d’Autre) ed ha vissuto sino ad ora sotto il livello del mare; tenta adesso la salita in paradiso - dove si respira e non si suda - attraverso il buco aperto nel cielo dal Guru Ottorino Ferrari (l’uomo dei secoli, colui che con il suo Registratore Elettromagnetico può intercettare voci, messaggi e suoni delle etnie che hanno invaso ed asciugato la Palude Emiliana). Folk Acido, Trashnaif, Splatterfolk, Mazurfunk, Freepolka, Fanfarabilly… Mondi paralleli dove sperimentare misteriose ibridazioni tra melodia e rumore, Nuova York e bassa padana, fantascienza e coscienza agricola, ritmo rap e filastrocca in dialet. AFA canta del rumore che invase le campagne e dello stravolgimento del cervello in bilico tra bassi organici bisogni e bisogni nuovi (giunti forse dallo spazio? “Comandante Straker”, “Bifidus”, “M.S. Body Art”). Coccolati dal canto dei cardellini sintetici e stereomondine “Noi siamo i Tecnovillani”, biologicamente dipendenti dal letamaio e impacciati nell’uso di tecnologie complesse. “Folk Acido”, un trattore alato magico, un mezzadro metamorfico, un rustico astronauta chimico sono gli eroi agronauti della pianura. un filo diretto con le glorie del passato e del presente: “Dorando Pietri”, che cade a pochi centimetri dal traguardo alle Olimpiadi di Inghilterra, “Leonarda Cianciulli”, la saponificatrice di Correggio, un antico orrore popolare ben più sano dei robot giapponesi. Leggende in formato ballabile che evocano animali favolosi in agguato tra i canneti (”I siluri del Po”), inni punk ante-litteram (”Io sono uno”, cover da Luigi Tenco), bolidi ingovernabili (La Ferrari, anzi, “Il Ferari” di “Allarme Rosso”), ruspanti foghe erotiche che sconfinano nell’Ammore (”Core selvatico”, “Sono uno sporco guardone”). Musica solare e lunatica, positiva, che consola e restituisce le identità, e cioè le forze. Musica che favorisce lo scorrere della linfa nelle vene, il fiorire di mandorli e ciliegi, la produzione di latte nelle moderne stalle ad alta fedeltà. Musica, quindi, che serve alla vita e la facilita. Allarghiamo la coscienza agricola! Articolo rintracciabile nella filiera. (%)

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1- Comandante Straker

2- Bifidus

3- Core Selvatico

4- M.S. Body-Art

5- Cianciulli Balla

6- Allarme Rosso

7- Sono Uno Sporco Guardone

8- Folk Acido

9- Io Sono Uno

10- I Siluri del Po

11- I Tecnovillani

12- la Storia di Dorando Pietri

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