Fabrizio Tavernelli


Giovedì 1 Marzo Babel Party Show Case @ Off Modena

Posted in progetti musicali, Appuntamenti al buio (date, live, djset, performances, by Taver on the February 28th, 2012

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giovedì 01 Marzo ore 21′30

BABEL live presentano il nuovo album BABELIZM
prima e dopo Balkan Beat-i Djset

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via morandi,71, 41100 Modena, Italy

Babel “Pakistano Reggiano” su Rai Radio 2 Caterpillar

Posted in Nuove by Taver on the February 28th, 2012

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“Pakistano Reggiano” a Caterpillar
I casari col turbante invadono l’etere. Da lunedì 27 febbraio Pakistano Reggiano (il primo singolo tratto dal nostro CD Babelizm) sarà in rotazione a Caterpillar, in onda dalle 18 alle 19.30 su Radio 2 Rai. Original furmài from Mumbai!!. http://caterpillar.blog.rai.it/

Babel “Babelizm” 2012 (Lo Scafandro/UPR/Edel)

Posted in Nuove, Babel by Taver on the February 27th, 2012

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 Babel è un nuovo progetto di etnomusic elettronica, nato nel 2010 tra Modena e Correggio. Sette musicisti da India, Grecia, Balcani e Italia mescolano suoni tradizionali e beat elettronici, tra oud e violino, rap e loop, Bollywood e pianura padana. È uno spaccato della società multietnica, che indossa il sari e cammina su groove metropolitani ballando sui battiti anarchici degli slums globali.

Il disco

Babelizm è il titolo del primo album del gruppo, in uscita con etichetta Lo Scafandro / UPR / Edel. I dieci brani raccontano la città meticcia degli anni duemila, una megalopoli digitale e tribale allo stesso tempo, attraversata da tensioni, metamorfica, dove gli incroci di linguaggi e il clash multietnico portano alla luce storie di una umanità in continuo movimento. Ci sono canzoni in hindi (Kuch kuch hota haj), in greco (Bionda, Mi hanno insegnato), pezzi dedicati ai nuovi cittadini italiani : casari e contadini con il turbante (Pakistano Reggiano) intraprendenti badanti platinate ( Bada la badante), influenze mediorientali e ambientazioni desertiche (Jamila, Deserto) inni ai pirati del nuovo millenio (Bande con la Benda). Il suono mescola strumenti tradizionali ed elettronica, inserendosi nella scia di altre esperienze world internazionali, innestando la tradizione con la modernità, utilizzando tecnologie hi-tech di scarto come colonna sonora della bidonville diffusa.Il CD è stato registrato e prodotto da Alessandro Bartoli, DJ della band con l’apporto del team esotico-tecno-arcaico dei Babel.

I componenti

Giovanni Rubbiani (chitarra acustica) – È stato per 9 anni chitarrista e compositore dei Modena City Ramblers, con cui ha realizzato 5 CD. Successivamente ha suonato con i Caravane de ville, ha organizzato il festival Modena Medina e ha scritto pezzi per i due CD solisti di Cisco.

 

Fabrizio Taver Tavernelli (voce, elettronica primordiale, campionamenti) – È stato leader e cantante di En manque d’autre e AFA. Ha dato vita a numerosi progetti ed eventi tra cui Materiale Resistente, Correggio Mon Amour, il gruppo elettro-blues Roots Connection, il duo elettronico Ajello.

 

Jyoti Guidetti (voce) – Cantante italo-indiana, ha collaborato con diverse band reggiane. Attualmente canta con il trio cover Jyoti Blue e con il gruppo dance Rise up.

 

Vangelis Merkuris (voce, oud, bouzouki) – Musicista greco di formazione classica, ha al suo attivo decine di collaborazioni con progetti di musica tradizionale, jazz, mediterranea, rock. Suona, tra gli altri, con Mesogaia Project, con il Vangelis Quartet e con la Tangeri Café Orchestra.

 

Alessandro Bartoli (elettronica, campionamenti) – DJ, tastierista e produttore, ha suonato nei Dubbio Etico, nei Rio, ha collaborato con il bluesman Johnny La Rosa e con vari altri artisti. Lavora come tecnico del suono agli studi Dude di Correggio.

 

Gianluca Calò (basso) – Suona da 10 anni nei Krasì, gruppo di taranta e musica mediterranea. Fa parte anche del progetto afro-rock Grenouille e di varie altre cover band.

 

Mario Sehtl (violino) – Musicista bosniaco, legato alla tradizione balcanica, ha collaborato con decine di gruppi e solisti. Fa parte degli Zambramora, quintetto di musica mediterranea; suona tra gli altri con Humus, Fluxus, Gianluca Magnani.

BABELIZM on-sale!! dal 14 febbraio nei negozi e su itunes

VENERDI’ 24 FEBBRAIO AJELLO LIVE @ I VIZI DEL PELLICANO

Posted in Appuntamenti al buio (date, live, djset, performances, by Taver on the February 21st, 2012

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AJELLO PRESENTA
“SMELLS LIKE TOO CHEESY” PARTY
accolto dalla critica italiana ed estera come il definitivo album Italo-Disco
Ajello presentano l’anteprima live in eurovisione
ospiti della serata : Bengi from Ridillo, Jyoti from Babel, Don Cico alias Jean Paul Lazarre,  Balearic Gabba Sound System

********** EASY FREE DRINK **********
1. Aderisci all’evento cliccando su Parteciperò
2. Vieni alla serata entro l’una
3. Chiedi la consumazione gratis all’ingresso
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Ingresso 5 euro

Per entrare è necessaria la tessera Arci.

AJELLO “”Smells Like Too Cheesy”” is the infamous italo-Nu-disco duo second album, but let’s Danny do the talk: I know the Ajello guys for years now… even if i met him only during the early Ajello days I “”discovered”” Fabrizio Tavernelli (aka Taver) first, almost 20 years ago on April 25th… he was the leader/singer of a band magnificently called A.F.A. - acid folk alleanza, that day he had an indian headdress that rivals Jamiroquai to death. Since then he has been a proponent of a myriad of projects, music, radio, fanzines, books, labels… from my electronic point of view he really is an INDIE figure in Italy.Luca Roccatagliati aka DJ Rocca has deeply linked its name to Maffia Illicit Club in Reggio Emilia being the resident DJ throughout the whole existence of the club. By chance I was living in Reggio Emilia when the club opened and after gaining experience there as a clubber i have to say there’s no underground music genres of which Rocca has not a superior knowledge: when it comes to funk, jazz, disco, beats and its recent derivates there’s nothing like Rocca’s enviable record collection… from my vinyl lover point of view he really is the DIGGER figure in Italy.Around 2003 when Electroclash was the rule, the two figures joined forces to form AJELLO, a studio project heavily inspired by italo disco and new wave… after 8 years of working together, they are worldwide dubbed as italo nu-disco dons having released music on every cool discoey label on planet earth, re-edited the most impossible hard to find records, remixed the imaginable.Smells Like Too Cheesy has a definitive 80s approach, 12 songs that see Ajello compositional skills to join the vocals of some of our past and present disco heroes: from the legendary Krisma to italo-disco timeless icon Fred Ventura trough the interplanetary XXL disco diva of the XXI Century Hard Ton.When the going gets properly cheesy, Italy always unleash talent… the lovely guys known as Amari, Bengi from funky-cult band Ridillo and new starlette Jyoti all provide great songs to Ajello’s music.Sometimes good cheese becomes awesomely trashy like 80’s cult character Don Cico’ and his back in the days ode to sabre and champagne in Ri-mi-ni.. or when Taver goes Pet Shob Boys - Paninaro with El Charro.Smells Like Too Cheesy will be out on CD / digital formats while a remix edition will be available on vinyl in the new year. with love….

via Ronchi Fosdondo 11, 42015 Correggio, Italy

BABELIZM on-sale!! dal 14 febbraio nei negozi e su itunes

Posted in Nuove by Taver on the February 15th, 2012

Intervista su Remark

Posted in Nuove, - Provincia Exotica by Taver on the February 13th, 2012

Provincia exotica

Il libro d’esordio di Fabrizio Tavernelli, musicista, produttore, per la prima volta scrittore; una raccolta di aneddoti, incontri, storie, sulle strade della provincia emiliana.

Fabrizio Tavernelli è l’incarnazione della creatività, un artista dalle mille risorse, che ama sperimentare, stupire, confrontarsi. Già frontman degli En Manque D’Autre e dei leggendari AFA (Acid Folk Alleanza), è cantante, produttore, musicista, dj e ora scrittore. In verità Tavernelli, per gli amici Taver, correggese classe ’65,  è da sempre una buona penna, che ha dato i natali, per altro, non solo ai testi dei suoi pezzi (non ultimo il disco ‘Oggetti del Desiderio’ prodotto dal suo Scafandro) ma anche al bellissimo e curatissimo libro ‘Correggio Mon Amour’. Musicalmente parlando, gli AFA, hanno sicuramente rappresentato la sua più importante vicenda artistica, che fece eco in tutta la nostra penisola. Passando da mamma RAI ai più grandi locali italiani. E non a caso, il titolo del suo primo libro ‘Provincia EXOTICA’ (DELLACELLA) riprenda il titolo di un brano degli AFA del 1996, contenuto in ‘Nomade Psichico’. Il libro vede una prefazione di Massimo Zamboni, mentre la copertina è affidata a Robert Rebotti. Tavernelli raccoglie così, per la prima volta in un libro, i suoi racconti: ‘un viaggio surreale e utopico –come lo definisce lui-in una provincia abitata da una fauna fremente e selvatica’. E’ finita l’era del connubbio tra la Via Emilia e il West “oggi la provincia reggiana è  animata da banali rituali e da una fauna alla deriva”

Come nasce l’idea di scrivere questo libro? Solo due anni fa finivi il lavoro con Correggio Mon Amour… Avevi altro materiale nel cassetto?

Diciamo che la pratica dello scrivere mi coinvolge da sempre, insieme allo scrivere canzoni ho sempre riportato su carta mie impressioni, visioni, esperienze o più spesso flussi automatici, reportage di situazioni particolari, resoconti ipnagogici, diari di viaggio alterati. Mi interessa trasfigurare il mio quotidiano, osservare da un’altra ottica scovando il surreale, il grottesco, l’inquieto che si agita nella apparente calma della bassa emiliana.

Di alcune realtà della nostra terra ne canti anche con il tuo gruppo, Babel. Mi riferisco ad esempio al capitolo ‘Pakistano Reggiano’, canzone appunto di questo tuo progetto

“Provincia Exotica” prende ispirazione da una estetica, una fascinazione, un genere nato negli anni ’50 che rappresentava in musica, cinema, design, mondi esotici, lussureggianti, paradisi perduti, il tutto però era finto, costruito con scenari di cartapesta, era una accozzaglia di visioni del buon selvaggio immerso in una altrettanto posticcia natura selvaggia. ecco questi sono gli scenari della nostra fremente provincia animata da banali rituali e da una fauna alla deriva. L’esotismo forzoso è dato dalla convivenza di specie autoctone ed allogene che si confrontano, si mescolano, spesso si scontrano. Mi piace lo spaesamento, il decontestualizzato, il dolce franare dei famosi “usi e costumi” locali. Trovare un pò di India o Pakistan nelle nostre terre è un effetto straniante, che mette positivamente in dubbio le nostre certezze arcaiche e poi non dimentichiamo che anche i nostri prodotti tipici e pregnanti, come il “parmigiano reggiano” e catena di produzione (allevamenti) sono garantiti dal lavoro dei nuovi cittadini reggiani. i casari con il turbante!

Sei il presidente dell’Anpi di Correggio. In Provincia Exotica parli di una fauna ‘fremente e selvatica’ Dove sono finite le persone che posseggono quegli ideali e quel nobile coraggio che i partigiani avevano? Si stanno davvero estinguendo?

Non vorrei sembrare un figlio ingrato. Mi ritengo fortunato nell’essere cresciuto in questa terra, in questa regione. Anche dal punto di vista artistico ho sicuramente avuto diversi stimoli e possibilità. Ma il compito degli artisti è anche quello di segnalare i pericoli e le derive, di raccontare gli scricchiolii, le crepe e le voragini che si aprono nel territorio e nella società. In questo momento mi sento di dire che il modello emiliano dopo aver vissuto per tanto tempo sugli allori, è in una fase decadente, quasi di abbandono di ideali e utopie. Probabilmente l’efficientismo e il pragmatismo sono diventati l’unico credo a discapito della cultura, della politica. Gli affari della mafia qui da noi sono un segnale esplicito, ma aggiungerei anche la disattesa laicità, il presunto riformismo che spesso spaccia come modernità l’accantonamento di diritti e conquiste portate avanti dalle generazioni che ci hanno preceduto. Allo stesso modo tutta l’epica, la poeticità, la peculiarità emiliana si ritrova seppellita dall’andazzo generale. É la fine dell’epopea “dalla via emilia al west” e dopo anni mi viene da dire che i CCCP (oserei dire anche i miei primi progetti musicali En Manque D’Autre e AFA) avevano già intravisto questo franare del modello emiliano con tutti i suoi simboli.

Riferendomi al capitolo ‘Il Ponte di Calatrava’ me lo sono chiesta anche io, cosa rimarrà di noi tra 100 anni? Ma forse una bella opera architettonica non ci renderà un pò di giustizia?

Il famoso Ponte di Calatrava è un urlo di onnipotenza e magniloquenza, eretto sul nulla, sul deserto esistenziale. E’ una parabola che frana sui cammini dei nuovi penitenti, sui macilenti calvari dei lebbrosi dell’economia. E’ l’oscena volta nel cielo sotto cui si muovono i TIR carichi di obsoleti manufatti dell’occidente in recessione. Aldilà delle parabole e metafore, parlare del ponte di calatrava è un pretesto per descrivere un modo di fare ed erigere che si basa sempre più su creare eventi, sul marketing d’immagine, sulle grandi opere, su operazioni di strategia politica, mentre contemporaneamente si abbandona, si delega, si taglia sulla cultura e sulle opere di ingegneria di sopravivvenza.

E la musica, il suo valore, la sua bellezza… dove andrà a finire in questa Provincia Exotica? Troverà nuove contaminazioni o verrà inghiottita su queste strade che tu definisci ‘perdute lynchiane’?

La trasmissione di cultura, di storie, di merci ha viaggiato attraverso due vie di scorrimento : il Po e la Via Emilia. Oggi il Po è invaso da Pirati Fluviali che saccheggiano le acque depredando i grossi pesci siluri per sfamare le lontane corti dell’est, mentre è da tempo finita l’epica e l’epopea nata tra la via emilia e il west. Dunque anche noi oggi siamo formattati, format-dipendenti, iper-connessi ma isolati nel nostro rassicurante bozzolo. La musica è rètro, ingozzata di cover e tributi, i locali chiudono, la curiosità è una caratteristica messa in seria discussione. Fossero le strade perdute di David Lynch ci porterebbero verso territori morbosi ma tutto sommato interessanti, invece le nostre sono ormai strade piene di rotonde e assi di scorrimento che portano alle zone industriali e alle fabbriche dismesse.

Intervista di Gloria Annovi

Di ritorno da Auschwitz-Birkenau-Cracovia

Posted in Nuove, foto-genetica by Taver on the February 6th, 2012

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Di ritorno da Auschwitz-Birkenau-Cracovia : questo viaggio nella memoria mi ha scatenato due sentimenti, due istinti, due necessità che da tempo avevo cacciato in un angolo, due espressioni apparentemente inconciliabili ma liberatotie : il pianto di fronte alle foto di bambini di Auschwitz, la danza sfrenata in un sottointerrato nel quartiere ebraico di Cracovia. Di ritorno da Auschwitz-Birkenau : analizzando le foto dei deportati - UOMINI : le espressioni folli, gli sguardi che hanno ceduto alla follia, sovrapponibili alle vecchie foto degli internati - DONNE : espressioni di sfida, dignità nonostante tutto, resistenza sino alla morte. E’ vero le donne vincono anche nel dolore. Di ritorno da Auschwitz-Birkenau : VORAGINI DELL’UMANITA’.Di ritorno da Auschwitz-Birkenau : ENTRATA DELL’INFERNO.Di ritorno da Auschwitz-Birkenau : IL SILENZIO CHE CI URLA DENTRO.

 

Registrazioni 2012 @ Teatro Asioli

Posted in Nuove, foto-genetica by Taver on the February 6th, 2012

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Il titolo già impresso in testa. Dovrebbe diventare un ennesimo disco, cercando un senso ed un significato nel fare dischi oggi. Forse proprio nella liberazione da ogni vincolo, da ogni scadenza, da ogni contratto e ricatto quotidiano. Soltanto flussi, confessioni, rivelazioni…. per chi vuole naturalmente, per chi vuole entrare, condividere…. molti o pochi o pochissimi che siano.

foto 1 >  è tempo foto 2 > sotto la volta la scena, la volta del cielo che cela l’inferno sotto… quello che si agita in fondo foto 3 >  le dita in precario equilibrio sulle corde della vita foto 4 > scheggiato nel corpo foto 5 > infrabassi, bass is maternal, profondità, inconscio, frequenze, magma, abisso, scafista dell’animo foto 6 > riverberi, flutti, ritorni, tremoli, vibre, rumori, rientri, risonanze, akufeni, subliminali, echi, rifrazioni, doppler, stanze, ambienti, maelstrom, gorghi, droni, magnetismo… foto 7 > amplificare è un dovere foto 8 > Cercando di fare passare un pò d’anima nelle macchine foto 9 > Registrando nuove canzoni con i miei amici lollo, santa, tirro, iskender