Fabrizio Tavernelli ospite a Radio Kairos
Giovedì 24 Marzo dalle 20:30 alle 22:00 Fabrizio Tavernelli ospite del programma “Ignoranza Radiofonica” su Radio Kairos (Bologna) 105.85 FM (live set acustico) oppure in streaming http://www.radiokairos.it/
Ajello su BBC Radio 1
Ajello New Video Exploitation “Chocolate Black Leather”
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AJELLO - Don’t Stop Me (EP 2011 Demo-Disc)
Recensione “Oggetti del Desiderio” su Il Mucchio

Il MUCCHIO - “Tavernelli allo scoperto”
All’interno del nostro panorama musicale indipendente, Fabrizio Tavernelli è sempre stato molte cose : negli anni Ottanta leader degli En Manque D’Autre, negli anni Novanta alla guida degli Acid Folk Alleanza, poi trasformatisi in A.F.A., e nomade psichico (autore di articoli trasversali su “Il Maciste”, rivista ufficiale del Consorzio Suonatori Indipendenti), il musicista ha dato vita nel decennio successivo al taglia-e-cuci di Groove Safari e al blues in salsa tecnologica di Roots Connection. Ma è la prima volta, in ormai venticinque anni di onorata carriera, che l’artista di Correggio decide di pubblicare musica a proprio nome, lasciando da parte le sigle. Nell’esporsi direttamente si accolla un ulteriore rischio: fare musica pop, tralasciando (almeno al primo ascolto) gli aspetti più disturbanti e dadaisti della sua personalità musicale, forse per la prima volta accantonati in maniera così netta. Oggetti del Desiderio, appena pubblicato da Lo Scafandro, potrà far storcere il naso a qualcuno, ma è senza dubbio un esempio interessante di mainstream pop visto attraverso gli occhi di chi non appartiene geneticamente al settore ma due o tre trucchetti li ha comunque appresi,. E poi, al di là della linearità percepita in superficie, non si può certo dire che il funk-rap de La Banda o la resa rock di Benvenuti tra i rifiuti di Faust’O siano esattamente la solita roba.
Alessandro Besselva Averame

l’intenzione che abbiamo condiviso è stata di realizzare un video che facesse un discorso parallelo al tema del brano, una divergenza capace di animare il discorso piuttosto che incorniciarlo.
per rendere visivamente il tema del brano, ovvero lo spaesamento nelle relazioni, ho utilizzato alcuni materiali d’archivio di pubblico dominio, ritagliando da vari film una serie di primi piani. nel primo piano il personaggio è solo, privato per un istante del contesto e dell’ambiente in cui è. mi è sembrata una condizione simile a quella che viviamo oggi, obbligati a un continuo primo piano e peraltro ad essere più simili alle facce dei film classici seguendo la moda nostalgica del rassicurante vintage.
è inoltre uno spaesamento di dispositivi. tavernelli è una delle facce o “guarda” le facce, la realtà è tra le facce o nello schermo che le riproduce?
MA CHE GENTE C’E’ IN GIRO
ma che gente c’è in giro
quali sono gli altri umani con cui vivo
e non riesco a capire se sono io…
poche tracce di vita, nulla più rimane da seguire
tanto che ormai siamo tutti irriconoscibili
il prepotente al volante
il pallone che rimbalza da ogni parte
la bugia che diventa poesia
l’inganno che ci rende amorevoli
ma che gente c’è in giro
quali sono gli altri umani con cui vivo
e non riesco a capire se sono io…
una visione tradita
l’ansia del minuto che sta per passare
ognuno di noi può giocarsi tutti i suoi crediti
il venditore ambulante
quello trascinato dalle circostanze
che sia vittoria o che sia agonia
ci si butta costi quel che costi
ma che gente c’è in giro
quali sono gli altri umani con cui vivo
e non riesco a capire se sono io…
il pavimento che crolla nessuno si sposta
il pavimento che crolla nessuno si sposterà
una corsa infinita
ci si scontra ma nessuno se ne accorge
sembra normale che non ci sia
differenza tra orgoglio e vergogne
ma che gente c’è in giro
quali sono gli altri umani con cui vivo
e non riesco a capire se sono io che non sono più comprensivo
