Fabrizio Tavernelli


Ajello feat. Fred Ventura - My Rhythm EP - 2010 - DWDK01

Posted in - Ajello by Taver on the November 30th, 2010

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BRAND NEW LABEL runned by AJELLO, and brand new single on it in collaboration with Fred Ventura!Supported by Dimitri from Paris, Space Ranger, DJ Morpheus, HardTon, Horse Meat Disco, Baby G…The Ajello boys team up with peeDoo@Hell Yeah Recordings for a new vinyl based disco adventure: Danny Was A Drag King. DWDK has some glorious releases in the pipeline, releases by Ajello, Supersonic Lovers, Luminodisco, Brennan Green, HardTon and a few surprises make DWDK a label to watch for the forthcoming months. First release comes courtesy of Ajello themself along with italo disco pioneer Fred Ventura. My Rhythm is a sing-a-long italo disco anthem if theres one. Variations on the main come courtesy of postdisco sensation Crimea X and their eastern chill-wave spundscapes, Ali Renault of Heartbreakers fame and new italo kid on the block The King of Basia who gives us a terrific nu-disco burner, an underground hit in the makingInfo about the lablel
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Listen - My Rhythm (Original)
Listen - My Rhythm (Crimea X Remix)
Listen - My Rhythm (Ali Renault Remix)
Listen - My Rhythm (The King Of Basia Remix)

sabato 27 novembre-LO SCAFANDRO showcase - live di Fabrizio Tavernelli e Atomikacato-i vizi del Pellicano

Posted in Appuntamenti al buio (date, live, djset, performances, by Taver on the November 22nd, 2010

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Presentazione de “Lo Scafandro” nuova etichetta indipendente reggiana. La nuova creazione di Roberto”Fiorello”Fontanesi, Giancarlo”Namo”Marchi e Fabrizio “Taver” Tavernelli. “più che una nuova etichetta discografica, è una costruzione astratta, una casa instabile e semovente, una opera d’arte collettiva, in divenire, bislacca”.  Durante la serata doppio concerto di Atomika Kakato e Fabrizio Tavernelli, performances, visioni e marketing gravitazionale. Ingresso gratuito con tessera arci i vizi del Pellicano via Ronchi Fosdondo 11 Correggio- dalle ore 22.00 - 28 novembre alle ore 3.30

 

 

Recensione album “Oggetti del Desiderio” su Corriere Bologna

Posted in Nuove by Taver on the November 14th, 2010

il disco

Da Andy Warhol alla natura,
l’esordio «autentico» di Tavernelli

Nei prossimi giorni esce il primo album a suo nome, «Oggetti del desiderio»

Fabrizio TavernelliFabrizio Tavernelli

Fabrizio Tavernelli è stato il cantante degli En Manque D’Autre, gruppo indipendente che negli anni ’80 ha lasciato ai posteri diversi dischi. Fabrizio Tavernelli è stato il cantante degli AFA, gruppo che negli anni ’90 ha lasciato ai posteri diversi dischi e incideva per il Consorzio Produttori Indipendenti. Fabrizio Tavernelli, negli anni Duemila, ha dato vita a molteplici progetti musicali: Groove Safari, Duozero, Roots Connection, Babel, Ajello, ciascuno dei quali ha lasciato ai posteri diversi dischi. Fabrizio Tavernelli è il fratello di Little Taver, ma questo non ci deve interessare in codesto contesto. Fabrizio Tavernelli pubblica ora - l’uscita è prevista per i prossimi giorni - il suo primo album a suo nome, intitolato Oggetti del desiderio.

Un piccolo evento nel panorama musicale italiano, nel quale escono decine di cd ogni giorno, che nella maggior parte dei casi potevano rimanere nei cassetti. Un piccolo evento che non deve passare inosservato per due semplici motivi. Il primo è legato alla storia di Tavernelli, troppo importante per la musica italiana per essere relegata in un angolo, il secondo perché Oggetti del desiderio è uno spaccato crudele del nostro quotidiano, una finestra aperta su un mondo votato al collasso. Tavernelli è approdato a un disco di pop rock d’Autore, quello con la “A” maiuscola, perché fa tanto figo. Tavernelli ha peregrinato tra indie, crossover, dance, elettronica, sperimentazione e new wave, prima di approdare al pop rock, genere musicale tra i più difficili da scrivere, perché dietro l’angolo si può cadere in un testo banale, o in una melodia per nulla melodica. Tavernelli invece esce a testa alta da questa prova, segno evidente che gli anni trascorsi a fare altro, l’hanno corazzato. Se poi riuscirà a far canticchiare testi che dicono: «Non c’è nessuna compagnia telefonica che mi chiami o mi chieda se sto bene, se sono solo o se ho soltanto bisogno di parlare» (Compagnia telefonica), oppure «Quali sono gli altri umani con cui vivo, non riesco a capire se sono io, il prepotente al volante, la bugia che diventa poesia, sembra normale che non ci sia differenza tra orgoglio e vergogna» (Ma che gente c’è in giro), o «Cerco qualcosa in cui potermi rispecchiare, non m’importa se la mia vita è vera, oppure no, ho raggiunto il mio sogno, sono quello che sta ore sotto il sole ad aspettare il vip» (Aspettando il vip), sì, se riuscirà a entrare nella testa della gente con queste liriche, il suo personale goal l’avrà segnato.

Un disco di pop rock con testi da piegarti le gambe, perché con il sorriso sulle labbra e una musica solare, Tavernelli omaggia Andy Warhol e i suoi quindici minuti di popolarità (Andrew Warhola), racconta la morte (La banda), si mette ad ascoltare il respiro dei figli in un’ode alla vita (Da respirare), parla di natura (Ikebana) o di oscurantismo religioso (Sotto la croce). Se poi decide anche di fare suo un pezzo del 1978 di Faust’O, intitolato Benvenuti tra i rifiuti e si rimane stupiti di quanto sia attuale, la cosa si fa decisamente interessante e malvagia. Grande Taver, la tua opera prima è da antologia. Pop rock con testi da lacrime agli occhi. «Ricchi, poveri, politicanti, siete figli della m…. Benvenuti tra i rifiuti, qui non c’è la polizia, benvenuti tra i rifiuti, qui la legge siamo noi».

Andrea Tinti

Corriere di Bologna

FABRIZIO TAVERNELLI “Oggetti del Desiderio” 2010 Lo Scafandro

Posted in Nuove, Fabrizio Tavernelli by Taver on the November 3rd, 2010

 

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I percorsi musicali spesso sono tortuosi, intricati, a volte sotterranei, solitari, franosi, carsici. Questo è un po’ il cammino di Fabrizio “Taver” Tavernelli, che ha legato il suo nome a diverse vicende della scena indipendente italiana. Esperienze anomale, forse paranormali, che partono da metà degli anni ‘80 con gli En Manque D’Autre, proseguono nei ‘90 con gli AFA e la bella avventura del Consorzio Produttori Indipendenti, per poi approdare dal 2000 in poi ad una miriade di progetti : Groove Safari, Duozero, Roots Connection, Babel, Ajello. …… Ecletticità che non vuole essere piaggeria ma una onesta passione per la musica in tutte le sue forme, una curiosità mai placata. Dalla new wave al crossover, dalla sperimentazione al pop, dalla psichedelia all’elettronica, dalla canzone alla dance più innovativa. Segnali sparsi qua e là su una trentina di dischi tra indies e majors (Sugar, Dischi del Mulo, Polygram, Baracca&Burattini, Snowdonia, Small Voices, Edel, Bagana, Sony, MantraVibes, etc).Oggi dopo tanto peregrinare sorge il desiderio di approdare a un semplice album di canzoni, suonato, essenziale, nudo nei suoni come nelle parole. Un album che in un tempo ormai lontano si sarebbe definito pop-rock. Senza vergogne malcelate o voglia di legittimazioni alternative. Canzone d’Autore probabilmente. Con la A iniziale che si rovescia, si slabbra, lascia entrare sollecitazioni e surrealismi da altri territori espressivi. Una forma canzone adulterata, dopata, costruita sulle allucinazioni e sulle derive del nostro paese. Una rappresentazione decadente dei miraggi, delle ossessioni, delle fobie. Brani che raccontano del potere temporale delle strutture religiose e del potere spirituale del vippume imperante sulle anime vaganti. Egoismi, integralismi, spettacolo diffuso, intimità che si fanno oscene…… ma che gente c’è in giro?Se esiste una salvezza, forse la si può trovare nel desiderio puro. Desiderio che diventa elevazione quando si è disposti a donare i propri desideri ad un’altra entità fuori da sé : donna, bambino, animale, mondo.

Gli Oggetti :

Compagnia telefonica : il desiderio di comunicare realmente in questi tempi di overdose di informazioni

Andrew Warhola : una dedica a Warhol colui che ha fatto del desiderio più effimero arte. Il suo presagio di 15 minuti di celebrità per tutti è oggi un credo

La Banda : il desiderio di entrare, festeggiare o andarsene da questo mondo con la migliore compagna, la musica

Ma che gente c’è in giro: il desiderio disperato ma fallito di comprendere gli altri, di capire cosa ci sta accadendo intorno…

Da respirare: il desiderio del respiro dell’altro, il desiderio di vita nel respiro dei figli

Ikebana: il desiderio di bellezza nella natura e nell’accettazione del cambiamento

Sotto la Croce: i desideri occulti e oscurantisti, le ipocrisie, la condanna del desiderio

Aspettando il Vip: il desiderio di vivere la vita degli altri, di trovare qualcosa in cui potersi rispecchiare, il tragico desiderio di riempire il proprio corpo vuoto, le vite bramate sulle passerelle estive

Benvenuti tra i rifiuti : i desideri inconfessati, una cronaca spietata dei nostri tempi da una visione di fine anni ‘70 di un grande artista italiano Faust’O/Fausto Rossi

Oggetti del Desiderio : e se anche ciò non avverrà mai e se anche non sarà così, l’importante è sapere che almeno posso donarti i miei desideri……

Lo Scafandro, esplorazioni di una nuova etichetta discografica

Posted in Nuove by Taver on the November 3rd, 2010

 

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Lo scafandro è uno speciale indumento impermeabile, generalmente metallico, dotato di vari dispositivi, che consente di operare in ambienti altrimenti irresistibili. Sott’acqua, nell’alta atmosfera, nello spazio. Grazie allo scafandro possiamo esplorare e scoprire nuovi mondi, nuove realtà, nuovi suoni. Dentro a uno scafandro possiamo sopravvivere in situazioni ostili: dove non c’è ossigeno, dove la temperatura è troppo elevata, dove non c’è gravità. Metaforicamente possiamo dunque resistere alla deriva culturale del nostro piccolo mondo, alla mancanza di spazi, alla invasione della musica formattata. Possiamo scendere negli abissi o sottoterra per osservare da vicino cosa si muove sotto, per fare emergere quello che pare sommerso, che apparentemente non esiste.

Lo scafandro è protettivo : lo usano i palombari (per sondare i fondali marini..dell’arte), gli aviatori (per superare la barriera del suono…obsoleto), gli astronauti per passeggiate senza la gravità (degli A&R), i pompieri per proteggersi dalle fiamme, gli artificieri per disinnescare ordigni, scienziati per studiare la radioattività, vulcanologi.

Con lo scafandro lasciamo il conosciuto, l’obsoleto (la musica dei network, l’agonia delle major, i baronati e le casate dei musici) e ci lanciamo in una avventura rischiosa ma affascinante.

Viaggi surreali in luoghi dove la realtà è ribaltata, abitata di assurdo. Imprese improbabili, odissee interiori, epiche donchisciottesche. Come i romanzi utopici di Samuel Butler, Swift,Abbott, Jules Verne. La stessa utopia dell’intraprendere una avventura nella discografia italiana. Una impresa folle, irrazionale, irragionevole in un momento in cui chiudono bottega etichette, distributori, negozi di dischi. Oppure un gioco, un rilanciare sbeffeggiante, un contratto siglato con l’ironia. O ancora una liberazione, una breccia nella diga che in questi ultimi anni ha sempre più contenuto l’espressione artistica, l’azzardo poetico, lo sgorgare della musica aldilà dei bilancini commerciali, degli airplay e dei presunti target d’ascolto.

Lo Scafandro è dunque più che una nuova etichetta discografica, è una costruzione astratta, una casa instabile e semovente, una opera d’arte collettiva, in divenire, bislacca . Una Sagrada Familia di suoni con tanti architetti, carpentieri, geometri, muratori, tutti con il metro al contrario, tutti in bilico su fondamenta instabili, tutti inconsapevoli delle pareti portanti. Eppure con la voglia di costruire qualcosa a costo di usare il fango, lo sterco, la paglia per erigere templi del suono non ortodossi.

Lo ScAFAndro è anche un artificio esoterico, una parola che ne contiene un’altra al suo interno: AFA , gruppo che negli anni ‘90 ha proposto una originale miscela di suoni e teorie. Esperienza musicale da cui provengono gli animatori di questa nuova ventura turistico-discografica.

Www.loscafandro.it