Fabrizio Tavernelli


AAVV “Illicit Sounds of Maffia/ chapt.one” 2000 Kom Fut Manifesto

Posted in - Duozero by Taver on the October 16th, 2006

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cover illicit sounds 1.jpgDopo l’esordio “No-Programma” nel 2000 Duozero sono invitati a partecipare alla prima compilation edita da Kom Fut Manifesto. La raccolta è il documento di presentazione della scena elettronica gravitante attorno al club “Maffia” di Reggio Emilia. Duozero compaiono con due brani estratti dal loro primo lavoro: “N.F.O” e “Deep”. per questo compact vai direttamente al link i.o.d nella sezione KFM

AFA “Nomade Psichico” I Dischi del Mulo/C.P.I/Mercury 1996

Posted in - Acid Folk Alleanza / AFA by Taver on the October 13th, 2006

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cover psichica.jpgAFA vive in Emilia Romagna, la regione più Burroughsiana d’Italia, anima comunista su sostanze capitaliste che strillano. Le previsioni metereologiche garantiscono che l’area sarà allagata al prossimo millennio a causa del Grande Cambio Climatico. Al posto del verde piano edificato una giungla subtropicale coprirà come templi Maya le rovine dell’efficientismo realizzato (banche, uffici, supermercati) e quelle dei grandi servizi sociali (asili nido - famosi in tutto il mondo! - centri per anziani, ospedali modello cooperative). Tra le liane, razze si ammeticciano. A sud l’Italia del Rinascimento si sgretolerà in un deserto di sabbia pre-africana. A nord le Alpi Protestanti resistono invalicabili. Il Villaggio Globale ritorna villaggio… Comunicazioni interrotte, fax a vuoto, la circolazione delle idee avverrà su basi telepatiche. Nomadi Psichici. Il CD è dedicato a un grande nomade psichico, William Burroughs, che senza averne l’intenzione è riuscito a descrivere il nostro panorama futuro:”Nessuna fresca brezza si agita qui. La città è come una stanza chiusa, piena di fiori vizzi e acqua stagnante” (da “La città della notte rossa”). Grazie Mr.Burroughs, cercheremo di organizzarci al meglio. cd psichicamente perso in un buco nero.

TEMPO

TRACKLIST + TESTI>

1- nomade psichico NOMADE PSICHICO TESTO.doc

2- esploratore ESPLORATORE.doc

3- fossili Fossili.doc

4- iceberg ICEBERG.doc

5- provincia exotica PROVINCIA EXOTICA.doc

6- shoko asahara SHOKO ASAHARA.doc

7- via satellite VIA SATELLITE.doc

8- cavia irrequieta CAVIA IRREQUIETA.doc

9- silenzio infinito SILENZIO INFINITO.doc

10- mondariso MONDARISO.doc

AAVV “Materiale Resistente” C.P.I/Il Manifesto/ Mercury 1995

Posted in - Acid Folk Alleanza / AFA by Taver on the October 11th, 2006

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cover resistente.jpgNel 1995 a Correggio presso una casa di latitanza (dove si tenevano nascosti i partigiani) in occasione del 50° della liberazione, viene organizzato il concerto-evento “Materiale Resistente”. Attraverso la musica le nuove generazioni si trovano ad esprimere un forte legame con gli ideali e la memoria della lotta antifascista. Questa eredità si concretizza in un libro di scritti e foto, in un film-documentario con le testimonianze dei vecchi e dei nuovi resistenti e naturalmente con un questo disco calorosamente accolto da pubblico e critica. Il CD esce in una prima versione nelle edicole grazie al quotidiano “Il manifesto” , ma la richiesta porta ad una successiva uscita nei negozi. “Materiale Resistente”  diventa un modello  per altre operazioni di recupero e rielaborazione della memoria resistenziale. Canti partigiani, inni della Liberazione vengono riarrangiati, stravolti ed attualizzati dai gruppi del Consorzio Produttori Indipendenti (Ustmamò, CSI, Marlene Kuntz, Disciplinatha etc) a cui si aggiungono ospiti quali Gang, Africa Unite, Mau Mau ed altri. Agli AFA il compito di dare nuova vita ad un classico canto partigiano “Con la Guerriglia” che rapportato all’oggi perde i connotati di lotta armata per tramutarsi in una “Guerriglia Culturale” contro nuovi fascismi. cd resistente ma difficilmente reperibile.

En Manque D’Autre “Noi siamo i Tecnovillani” EMDA 1989

Posted in - En Manque D'Autre by Taver on the October 11th, 2006

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tecnovillani.jpgLo scenario è quello consueto per un abitante della pianura padana: distese sterminate, interminabili campi coltivati, immensi filari di vigna. Abitati da animali vari, ma da tempo abitati anche da animali meccanici, elettronici. La pace della natura unita allo sferragliante rumore delle macchine agricole; la ancora presente cultura contadina orale e l’arrivo della tecnologia, i bassi-organici-elementari bisogni dell’organismo umano e la nascita di nuovi bisogni (giunti forse dallo spazio?). Nasce allora questo nuovo ibrido umano: il tecnovillano, lo psico-naif, esempio di genere di uomo profondamente turbato ed ancora a disagio. Ma probabilmente, più che di disagio, si tratta di adattamento folklorico, di risposta dialettale, di approccio ingenuo. Viviamo ancora in campagna, ma l’avvento della tecnica, della meccanica e ultimamente dell’elettronica e dell’informatica hanno portato grossi sconvolgimenti e turbe nel nostro delicato equilibrio mentale (vi siete mai chiesti perchè nella nostra zona si hanno numerosissimi casi di squilibrio?). Sì, siamo ancora contadini, villani, legati alla terra, biologicamente dipendenti dal letamaio; la componente basso-istintuale è in noi preponderante, siamo insomma più corpo che mente. Eppure sempre più spesso ci troviamo ad affrontare la tecnologia: la testa rimane sconvolta, i nervi si annodano come sughetti (da sughet = corda), la malinconia padana e la nebbia fanno il resto. Bisognerebbe ristrutturare la nostra visione del mondo… no, non siamo preparati e predisposti al P come progresso! Ecco quindi una sorta di adattamento, un approccio ingenuo e uno spostamento di comportamenti in cui noi, moderni lunatici, ci troviamo coinvolti in strani rapporti con le macchine ( divertenti? grotteschi? assurdi? allucinanti?). Persone che hanno un rapporto morboso con gli aggeggi elettronici, specialmente il videogame, con cui viene instaurata una lotta, uno scontro, amore-odio, una sfida più fisica che mentale: lo si calcia, lo si maledice, lo si maltratta, si risponde volgarmente alla voce metallica che ti invita a giocare e rigiocare. E cosa dire di questa simbiosi tra il freddo, rigido metallo e l’insistente bisogno di decorarlo, colorarlo, bardarlo (guardate le nostre auto, i nostri motorini, i trattori: disegni, graffiti, dripping, quanti adesivi!). Guardiamoci alle prese con i distributori self-service di benzina: come siamo impacciati e poco propensi a questi sottili meccanismi tecnologici! Trattiamo i mezzi tecnici, elettrici-onici, come poco prima trattavamo le mucche o gli animali del cortile. Parliamo in dialetto col computer e ci incazziamo e smadonniamo, come se fosse un consimile; usiamo gli strumenti musicali in modo non molto fine, come fossero strumenti da lavoro: la chitarra come un aratro, il basso come una zappa, la batteria come un incudine da martellare. L’elettricità ci fa più paura del diavolo, il Namo ha parecchia difficoltà nel controllare e cavalcare i suoi effetti sonori. Passa in paese la banda con un’allegra marcetta ed in sottofondo udiamo il rumore inesorabile e continuo delle industrie, ascoltiamo per radio il liscio, che però viene disturbato da interferenze; i nostri cibi sono sempre più inscatolati e contaminati, la cara Emilia-Romagna e sempre più contaminata; la foga erotico-emiliana risulta frustrata e repressa dall’uso degli anticoncezionali (come si mette il preservativo?). Ottorino usa il Registratore Elettromagnetico per captare nell’aere profezie, boni consigli, maledizioni e messaggi; le vecchiette usano per la segnatura una pratica penna a sfera, le mondine si accompagnavano con pentole, posate ed oggetti quotidiani ed ora le possiamo addirittura ascoltare amplificate in stereofonia; Primo Bondi canta a squarciagola in Jugoslavia e fa esplodere le granate nemiche; Pierangelo Bertoli in feedback, Guccini in acido canta la sfiga umana, Alfonso Borghi free-jazz e cut-up dialettale; Augusto “psicomuraia” Pergreffi e soquanti macèti antighi d’Curez; il lambrusco sofisticato; le mitragliate vocali e visive del terribile Baboni; Telemaco, raccoglitore del metallo, del ciarpame e della decadenza. La sua casa: il primo, vero museo tecnovillano! Guardatevi un pò intorno. Ridete e piangete. Noi cantiamo il rumore che invase la campagna. Noi cantiamo lo sconvolgimento e stravolgimento che sta avvenendo nel nostro cervello. Noi siamo in bilico. Noi siamo i tecnovillani!!

L’Arciprof. Taverio La Valle

Gli En Manque D’Autre presentano Paolo Corradini(poeta maledetto), Ottorino Ferrari (l’uomo dei secoli), Vittore Baroni (macchina da scivere-insetto virulento). Gioca anche tu con le etichette! Scegli quella che più ti piace: folk sonico, Cianciulli-rock, bassa avantgarde, psiconaif, acid-folk,musica nomade padana, suono trattoristico, sperimentazione volgare, pop epizotico, cioccapiatti-sound, neosurrealismo correggese, Corso Cavour no-wave, lisciotrash, fanfarabilly, art rock caseario. Segna con una X oppure divertiti a creare nuove definizioni!LP fabbricato con pneumatici riciclati da una fossa di maiali bruciati per afta epizotica (%)

Tracklist & Testi>

lato1

1)intro-dotto

2)disperato clown

3)la morte di Maurizio Seymandi

4)noli me tang(o)re

5)pisolo

lato2

1)i siluri

2)spara i tuoi watts

3)la storia di Dorando Pietri

4)giovinésa

5)viva la filantropia

Selvaggia Romagna

Posted in vari prolassi by Taver on the October 6th, 2006

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SELVAGGIA ROMAGNA1.doc

Acid Folk Alleanza “Fumana Mandala” Dischi del Mulo/C.P.I/Phonogram 1994

Posted in - Acid Folk Alleanza / AFA by Taver on the October 5th, 2006

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fumana.jpgUna volta, si dice, eravamo più poveri, ma si cantava. Oggi siamo più ricchi, ma si suona. Non va così male, in fin dei conti. Gli addetti alla consolazione lavorano a tempo pieno. Qua e là, tra le vigne, Mercatoni ed ipermercati, urlatrici televisive che strillano alla folla dei ciccioni nell’era della globesity. in un qualche parcheggio una qualche Giovanna Daffini con la chitarraccia scordata, il piattino e l’ampli alla cintura, a guardare i figli delle stalle affacendarsi negli scambi: progetti e programmi, e una gita-viaggio-cena a Semeraro. Lei, che non si assicura neanche il pane, e Loro, che assicurano anche il cane. Cantori, santoni e venditori, amuleti e fatture (da pagare), dosi, intrugli, pozioni, Gesù, Voodoo, Hatù. Domeniche bestiali, Tensione all’insoluto. E’ la pianura distorta degli AFA, chitarracce, effettistica di altri tempi, batterie in 4/4 come un motore a scoppio, arrangiamenti bandistici per un’orchestra di Kolossal a budget-zero, fiati iperbolici degni di cause più degne. “Fumana Mandala” è musica per un rituale denso: la fumana, la nebbia, il fumo, lo smog, la nube tossica, l’immaginario collettivo ha di che nascondersi nella simbologia dell’avvolgente, l’Uomo invisibile è finalmente realizzato: qua l’impalpabile consiste. Non sembri forzoso il paragone tra AFA e Giovanna Daffini; li divide, è ovvio, la pratica di vita, la scuola dell’obbligo, il Servizio Sanitario Nazionale, l’accesso ai consumi, tutto quello che galleggia nella manciata di anni che li separa anagraficamente. li lega una continuità geografica (10 Km di intasate strade comunali) fatta di pioppi e di suini, inquietanti villette a schiera e rovine rurali. Li lega una contiguità di preoccupazioni: il nuovo che avanza, il vecchio che rimane, la peste della destra, la picolezza dell’Immenso Carname di fronte alla storia e all’Aquafun di Riccione. Li lega una contiguità metereologica fatta di vapore in sospensione e calure che piegano e ti fanno bollire i polpacci. “Aria stagnante, per niente ventilato” sentite cosa dicono questi poveri stremati. Disco andato in fumo come un mandala.

TRACKLIST & TESTI>

1- …e povero papà niente

2- afaAFA testo.doc

3- moderno primitivoMODERNO PRIMITIVO.doc

4- un anno d’amoreUN ANNO D.doc

5- figli delle stalleFIGLI DELLE STALLE.doc

6- a.i.d.n.AIDN.doc

7- la notte dei partigiani viventiLA NOTTE DEI PARTIGIANI VIVENTI.doc

8- il complesso del maledettoIL COMPLESSO DEL MALEDETTO.doc

9- lilly e il vagabondoLILLY E IL VAGABONDO.doc

10- aquafuckAQUAFUCK.doc

11- discorsi buffiDISCORSI BUFFI.doc

12- nebbiaNEBBIA.doc

AFA “Acid Folk Alleanza” Sugar 1993

Posted in - Acid Folk Alleanza / AFA by Taver on the October 2nd, 2006

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afa.jpgLe grandi bande nascono attorno ai grandi fiumi. Lo scorrere poderoso ed incessante del più grande fiume italiano ha modellato nei secoli gli umori, gli amori e le vicende delle genti padane; un brusio di sottofondo che accompagna da sempre lo svolgersi della vita in pianura. Fedele a quel ritmo, la musica degli AFA è giocata sulla fluidità sulla liquidità. La formazione a banda garantisce un impatto solido e scorrevole, a volte impetuoso, a volte improvviso e vorticoso, dal sapore nostrano e popolare, autentico, dunque necessariamente moderno ed europeo. L’orchestrina interstellare degli AFA esiste sotto mentite spoglie dal 1987 (En Manque d’Autre) ed ha vissuto sino ad ora sotto il livello del mare; tenta adesso la salita in paradiso - dove si respira e non si suda - attraverso il buco aperto nel cielo dal Guru Ottorino Ferrari (l’uomo dei secoli, colui che con il suo Registratore Elettromagnetico può intercettare voci, messaggi e suoni delle etnie che hanno invaso ed asciugato la Palude Emiliana). Folk Acido, Trashnaif, Splatterfolk, Mazurfunk, Freepolka, Fanfarabilly… Mondi paralleli dove sperimentare misteriose ibridazioni tra melodia e rumore, Nuova York e bassa padana, fantascienza e coscienza agricola, ritmo rap e filastrocca in dialet. AFA canta del rumore che invase le campagne e dello stravolgimento del cervello in bilico tra bassi organici bisogni e bisogni nuovi (giunti forse dallo spazio? “Comandante Straker”, “Bifidus”, “M.S. Body Art”). Coccolati dal canto dei cardellini sintetici e stereomondine “Noi siamo i Tecnovillani”, biologicamente dipendenti dal letamaio e impacciati nell’uso di tecnologie complesse. “Folk Acido”, un trattore alato magico, un mezzadro metamorfico, un rustico astronauta chimico sono gli eroi agronauti della pianura. un filo diretto con le glorie del passato e del presente: “Dorando Pietri”, che cade a pochi centimetri dal traguardo alle Olimpiadi di Inghilterra, “Leonarda Cianciulli”, la saponificatrice di Correggio, un antico orrore popolare ben più sano dei robot giapponesi. Leggende in formato ballabile che evocano animali favolosi in agguato tra i canneti (”I siluri del Po”), inni punk ante-litteram (”Io sono uno”, cover da Luigi Tenco), bolidi ingovernabili (La Ferrari, anzi, “Il Ferari” di “Allarme Rosso”), ruspanti foghe erotiche che sconfinano nell’Ammore (”Core selvatico”, “Sono uno sporco guardone”). Musica solare e lunatica, positiva, che consola e restituisce le identità, e cioè le forze. Musica che favorisce lo scorrere della linfa nelle vene, il fiorire di mandorli e ciliegi, la produzione di latte nelle moderne stalle ad alta fedeltà. Musica, quindi, che serve alla vita e la facilita. Allarghiamo la coscienza agricola! Articolo rintracciabile nella filiera. (%)

TRACKLIST>

1- Comandante Straker

2- Bifidus

3- Core Selvatico

4- M.S. Body-Art

5- Cianciulli Balla

6- Allarme Rosso

7- Sono Uno Sporco Guardone

8- Folk Acido

9- Io Sono Uno

10- I Siluri del Po

11- I Tecnovillani

12- la Storia di Dorando Pietri

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