Duozero “Esperanto” Small Voices 2006
Nelle utopie di un’umanità alla ricerca di un futuro da coniugare, l’esperanto, lingua inventata dal Dr.Zamenhoff e creata per rapporti internazionali, è da tempo un’archeologia tecnologica. Qualcosa che giunge da un passato ormai decifrato e decrittato: graffiti preistorici, geroglifici, scrittura cuneiforme, lingue commerciali, dati digitali… e forse di nuovo graffiti a decorare le superfici della modernità. Invenzioni e teorie di visionari, pensieri alla deriva usciti dalla propria orbita sino a raggiungere una incontenibile glossolalia. Un intricato labirinto verbale in cui la società si smarrisce: overload di informazioni che crea una assoluta incomunicabilità. Un proliferare di linguaggi e mezzi di comunicazione che aldilà di ogni comprensione, ci riportao ad una semplificazione pre-gutenberghiana ad una povertà espressiva. Ci sono però luoghi, interiezioni, punti di sospensione dove il germinare di parole e suoni non desta paura: Duozero è allora una coltura cellulare che si sviluppa in questi ambienti. Un’esperienza, una ricerca, un nucleo aperto che non teme di lasciarsi andare nella corrente, nello scorrere di pensieri e sensazioni. Duozero prospera nella confusione di segni, si perde volutamente dentro Babele, smarrisce coscienziosamente la via nelle città invisibili di Calvino, si stordisce nei sotterranei di Zion. Non ha paura di contaminarsi con il linguaggio-virus proveniente da un altro spazio. Duozero frequenta le scuole dell’Irragionevolezza a Erehwon dove si insegnano lingue ipotetiche, sceglie l’anti-accademia e l’arte deviante di Dubuffet. Visita interminabili ed eterne biblioteche dove cibarsi dei libri e delle Finzioni di Borges. Adora la heavy-metalinguistica e si fa offrire un pastis da De Saussure. Il messaggio ha assoluto bisogno del medium, deve attraversare territori ed esistenze, per questo occorrono ponti che uniscano, habitat ed architetture sonore. Duozero cede e concede al delirio, all’estasi aurale: (ESP)eranto disk, musica concreta, field recordings dell’inconscio, connessioni di macchine che comunicano ormai meglio degli umani. Due esperantisti incrociano le loro lingue: Fabrizio Tavernelli e Enrico Marani. Esperantisti ospiti: Massimo Zamboni, Davide Bregola, Gabriele Tesauri, Alessia Bertozzi, Kenko Oshi, Aristide Leonetti, Milo Sepic, Marco Valerio Amico, Tim Motzer. cd disponibile in tutte le lingue. (%)
TRACKLIST + TESTI>
1- prana
2- the moving box
3- the rhyme of the ancient mariner
4- september
5- l’uomo precario
6- one single man
7- slap
8- illogico ILLOGICO.doc
9- the way life would be
10- killer shark KILLER SHARK.doc
11- esperanto ESPERANTO.doc
12- il cerchio
13- september (tilomo mix)
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AAVV “Illicit Sounds of Maffia/chapt.2″ 2002 Kom Fut Manifesto
Il secondo volume di suoni illeciti provenienti dal Maffia vede ancora una volta l’apporto di Duozero. Tra invitati di casa ed ospiti stranieri (Santos, Maddslinky, Dj Rocca, Phuturistix, Pressure Drop…) troviamo una serie di rielaborazioni e remix incrociati: I brani “N.F.O” e “Deep” (già inclusi nella versione originale nel primo capitolo della serie) vengono affidati alle cure di Maffia Sound System e 2Blue. Sono invece gli stessi Duozero a remixare “Afka” di Maffia Sound System. per questo compact vai direttamente al link I.O.D. nella sezione KFM
AAVV “Illicit Sounds of Maffia/ chapt.one” 2000 Kom Fut Manifesto
Dopo l’esordio “No-Programma” nel 2000 Duozero sono invitati a partecipare alla prima compilation edita da Kom Fut Manifesto. La raccolta è il documento di presentazione della scena elettronica gravitante attorno al club “Maffia” di Reggio Emilia. Duozero compaiono con due brani estratti dal loro primo lavoro: “N.F.O” e “Deep”. per questo compact vai direttamente al link i.o.d nella sezione KFM
Duozero “1999/2000 no programma” Snowdonia 2000
Duozero sono Fabrizio Tavernelli ed Enrico Marani. Duozero fa di tutto ciò che non è programmato la propria filosofia. Un incontro non programmato, un accidente temporale, l’errore non resettato, un uso delle macchine sonore che non prevede programmazione. L’organicità si insinua negli stampati al silicio, i dati digitali si prostituiscono all’analogico. L’orecchio di duozero è allenato ad intercettare tutti i microrumori, gli inceppamenti del fax, le frequenze dei modem, i sospiri dei calcolatori. Su queste sinfonie hardware alla deriva, su questi files prossimi alla decomposizione, si adagiano e si miscelano memorie umane ed aleatoria sporcizia lo-fi : echi kraut, musica concreta, no-wave, free-jazz, sinusoidi sbilenche, freakedelie, pruriti contemporanei, astrazioni cosmiche, polluzioni etniche da latitudini sconosciute. Duozero è un meccanismo che si incanta, quasi estatico, contemplativo, una frammentazione quantica di dimensioni. Oltre la fantascienza, spasimante di un’estetica del futuro non più applicabile all’oggi. Una nostalgia tecno-stracciona d’accatto, una umile avanguardia. Duozero live è archeologia multimediale, sperimentazione naif da cameretta, rigorosa improvvisazione, zen e arte della nevrosi. Nel settembre del 2000 esce il primo compact disk su etichetta snowdonia. cd inserito nel programma di vendita. (%)
TRACKLIST +TESTI>
1- n.f.o
2- peccati planetari
3- brain entrophy
4- metamorphic space lama
5- nastro mangiato
6- echoamplex
7- organo magnetico
8- frammento Frammento.doc
9- latinoamericana
10- piano modificato
11- onda perpetua
12- microcinema
13- kmputrfly
14- el libro de arena
15- deep
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