Fabrizio Tavernelli


En Manque D’Autre - In Mancanza D’Altro (Storia)

Posted in - En Manque D'Autre by Taver on the October 23rd, 2006

EMDA “Comandante Straker” EMDA/Mondoradio 1991

Posted in - En Manque D'Autre by Taver on the October 22nd, 2006

ker.bmpGli En Manque D’Autre compiono e concludono la loro missione in versione mix. “Comandante Straker/RRR (Rosa Russo rap)” è prodotto in collaborazione con la storica emittente Mondoradio. Questo EP porta nuovi elementi dentro al calderone musicale, l’esperimento propone infatti il gruppo in una veste ballabile e futuribile: house, acid, ambient-dub, hip-hop,crossover rivisitato in chiave nostrana e naif. Mazurfunk agro spaziale, campionamenti,ritmo nero e retaggio caseario, con condimento di atmosfere cosmiche e ritmi alieni. “Comandante Straker” è dedicato al protagonista del serial di fantascienza degli anni ‘70 “UFO”, mentre “RRR (Rosa Russo Rap)” è un dichiarato inno antiproibizionista a metà strada tra le rime del rap e quelle delle filastrocche popolari. Lo zapping sonoro predice quello che succederà qualche anno dopo con la nuova avventura di Acid Folk Alleanza/AFA. UFO, AFA, EMDA, SHADO! ep sibilante come il roteare dei dischi volanti ancora presente nella memoria uditiva (%)

Tracklist & Testi>

lato1

1) Comandante Straker

2) Dub Straker (i dubbi cosmici di Straker)

lato2

1) RRR Rosa Russo Rap

2)RRR(demoversion)

En Manque D’Autre “Folk Acido” EMDA/Hax 1990

Posted in - En Manque D'Autre by Taver on the October 21st, 2006

ac.bmpE’ l’ultimo album degli En Manque D’autre che poco dopo si trasformeranno in Acid Folk Alleanza/AFA. E’ il definitivo frullato musicale in cui furiosamente viene mescolato di tutto: folk-acido, noise, mazurche, pop-deviante, free-jazz, garage, rap, elettronica, John Zorn e Castellina Pasi, Sonic Youth e Cristina D’avena, paranoia e para-politica, psichedelia, bizzarie varie, banda di paese e avant-garde. “Folk Acido” teorizza una visione lisergica della campagna emiliana, dove tutto (animali, uomini, piante) si ripresenta in forma mutante. Tutto appare intaccato, corrotto, contaminato: gli umani delle lande piane si stavano preparando all’arrivo del grande biscione trasformando vicende intime ed interiori in spettacolo surreale. Sono stati alterati di coscienza in cui sperimentare diserbanti e concimi chimici in attesa della grande illuminazione. Allarghiamo la coscienza agricola: Leary, Hofmann, Ottorino Ferrari, Il Consorzio Produzione Mangimi, il metanolo, la genetica impazzita, l’estasi. Dalla ricetta psichedelica del contadino-guru…dai campi mutanti degli agronauti. Non ci resta che andare a coltivare i nostri campi su stazioni spaziali orbitanti. LP antiparassitario, geneticamente modificato, velenoso (%)

Tracklist & Testi>

lato1

1)folk acido

2)io sono uno

3)il tagliaforbice

4)trendini fascio

5)chi ha ucciso le nutria?

lato2

1)allarme rosso

2)topi

3)hu-ha sir biss

4)feste

5)psico-dissezione

AAVV “Punto Zero” Toast 1990

Posted in - En Manque D'Autre by Taver on the October 20th, 2006

punto.bmpGli En Manque D’Autre partecipano al primo numero del foglio informativo+compilazione su album edito dalla storica indie italiana Toast Records. Lo fanno coinvolgendo ancora una volta il maestro/guru/visionario Ottorino Ferrari. Per l’occasione viene riproposto un classico storico della canzonetta italiana “Se vuoi goder la vita” firmata Cherubini-Bixio ed in origine cantata da Beniamino Gigli. Il brano viene stravolto in una versione free-form, avant-folk dove la voce dell’uomo dei secoli cerca disperatamelodicamente di emergere tra un coacervo di rumori, fisarmoniche artificiali, campionamenti di macchine agricole, los cannibalos (strumento a corde autocostruito dal bassista Fiorello), vocoder, basso-tuba,martelli pneumatici,chitarre snakefinger, rullate nevrasteniche, corno da ferroviere…LP provare da Toast…se ancora esiste…

En Manque D’Autre “Noi siamo i Tecnovillani” EMDA 1989

Posted in - En Manque D'Autre by Taver on the October 11th, 2006

tecnovillani.jpgLo scenario è quello consueto per un abitante della pianura padana: distese sterminate, interminabili campi coltivati, immensi filari di vigna. Abitati da animali vari, ma da tempo abitati anche da animali meccanici, elettronici. La pace della natura unita allo sferragliante rumore delle macchine agricole; la ancora presente cultura contadina orale e l’arrivo della tecnologia, i bassi-organici-elementari bisogni dell’organismo umano e la nascita di nuovi bisogni (giunti forse dallo spazio?). Nasce allora questo nuovo ibrido umano: il tecnovillano, lo psico-naif, esempio di genere di uomo profondamente turbato ed ancora a disagio. Ma probabilmente, più che di disagio, si tratta di adattamento folklorico, di risposta dialettale, di approccio ingenuo. Viviamo ancora in campagna, ma l’avvento della tecnica, della meccanica e ultimamente dell’elettronica e dell’informatica hanno portato grossi sconvolgimenti e turbe nel nostro delicato equilibrio mentale (vi siete mai chiesti perchè nella nostra zona si hanno numerosissimi casi di squilibrio?). Sì, siamo ancora contadini, villani, legati alla terra, biologicamente dipendenti dal letamaio; la componente basso-istintuale è in noi preponderante, siamo insomma più corpo che mente. Eppure sempre più spesso ci troviamo ad affrontare la tecnologia: la testa rimane sconvolta, i nervi si annodano come sughetti (da sughet = corda), la malinconia padana e la nebbia fanno il resto. Bisognerebbe ristrutturare la nostra visione del mondo… no, non siamo preparati e predisposti al P come progresso! Ecco quindi una sorta di adattamento, un approccio ingenuo e uno spostamento di comportamenti in cui noi, moderni lunatici, ci troviamo coinvolti in strani rapporti con le macchine ( divertenti? grotteschi? assurdi? allucinanti?). Persone che hanno un rapporto morboso con gli aggeggi elettronici, specialmente il videogame, con cui viene instaurata una lotta, uno scontro, amore-odio, una sfida più fisica che mentale: lo si calcia, lo si maledice, lo si maltratta, si risponde volgarmente alla voce metallica che ti invita a giocare e rigiocare. E cosa dire di questa simbiosi tra il freddo, rigido metallo e l’insistente bisogno di decorarlo, colorarlo, bardarlo (guardate le nostre auto, i nostri motorini, i trattori: disegni, graffiti, dripping, quanti adesivi!). Guardiamoci alle prese con i distributori self-service di benzina: come siamo impacciati e poco propensi a questi sottili meccanismi tecnologici! Trattiamo i mezzi tecnici, elettrici-onici, come poco prima trattavamo le mucche o gli animali del cortile. Parliamo in dialetto col computer e ci incazziamo e smadonniamo, come se fosse un consimile; usiamo gli strumenti musicali in modo non molto fine, come fossero strumenti da lavoro: la chitarra come un aratro, il basso come una zappa, la batteria come un incudine da martellare. L’elettricità ci fa più paura del diavolo, il Namo ha parecchia difficoltà nel controllare e cavalcare i suoi effetti sonori. Passa in paese la banda con un’allegra marcetta ed in sottofondo udiamo il rumore inesorabile e continuo delle industrie, ascoltiamo per radio il liscio, che però viene disturbato da interferenze; i nostri cibi sono sempre più inscatolati e contaminati, la cara Emilia-Romagna e sempre più contaminata; la foga erotico-emiliana risulta frustrata e repressa dall’uso degli anticoncezionali (come si mette il preservativo?). Ottorino usa il Registratore Elettromagnetico per captare nell’aere profezie, boni consigli, maledizioni e messaggi; le vecchiette usano per la segnatura una pratica penna a sfera, le mondine si accompagnavano con pentole, posate ed oggetti quotidiani ed ora le possiamo addirittura ascoltare amplificate in stereofonia; Primo Bondi canta a squarciagola in Jugoslavia e fa esplodere le granate nemiche; Pierangelo Bertoli in feedback, Guccini in acido canta la sfiga umana, Alfonso Borghi free-jazz e cut-up dialettale; Augusto “psicomuraia” Pergreffi e soquanti macèti antighi d’Curez; il lambrusco sofisticato; le mitragliate vocali e visive del terribile Baboni; Telemaco, raccoglitore del metallo, del ciarpame e della decadenza. La sua casa: il primo, vero museo tecnovillano! Guardatevi un pò intorno. Ridete e piangete. Noi cantiamo il rumore che invase la campagna. Noi cantiamo lo sconvolgimento e stravolgimento che sta avvenendo nel nostro cervello. Noi siamo in bilico. Noi siamo i tecnovillani!!

L’Arciprof. Taverio La Valle

Gli En Manque D’Autre presentano Paolo Corradini(poeta maledetto), Ottorino Ferrari (l’uomo dei secoli), Vittore Baroni (macchina da scivere-insetto virulento). Gioca anche tu con le etichette! Scegli quella che più ti piace: folk sonico, Cianciulli-rock, bassa avantgarde, psiconaif, acid-folk,musica nomade padana, suono trattoristico, sperimentazione volgare, pop epizotico, cioccapiatti-sound, neosurrealismo correggese, Corso Cavour no-wave, lisciotrash, fanfarabilly, art rock caseario. Segna con una X oppure divertiti a creare nuove definizioni!LP fabbricato con pneumatici riciclati da una fossa di maiali bruciati per afta epizotica (%)

Tracklist & Testi>

lato1

1)intro-dotto

2)disperato clown

3)la morte di Maurizio Seymandi

4)noli me tang(o)re

5)pisolo

lato2

1)i siluri

2)spara i tuoi watts

3)la storia di Dorando Pietri

4)giovinésa

5)viva la filantropia

En Manque D’Autre “Cianciulli!!” EMDA 1987

Posted in - En Manque D'Autre by Taver on the January 5th, 2006

cianciulli.bmpRestaurazione di una paura di casa nostra. La Cianciulli, come la stria, come l’uomo nero, come i fantasmi, come il diavolo, ha popolato ed animato l’immaginario di tanti fanciulli (e non solo). Nelle storie, nei racconti, nelle fiabe che venivano tramandate oralmente compariva questa truce signora che ha impaurito diverse generazioni. Noi rivendichiamo la ricomparsa della Leonarda nel mondo della paura infantile; noi rivendichiamo la restaurazione del terribile nome della saponificatrice, affinchè di nuovo porti l’insonnia nelle notti dei bimbi. Vogliamo paure sane, antichi orrori, batticuori tradizionali, grottesche leggende campagnole ormai perse nel tempo. La notte dei cinni non dovrà più essere infestata da robots giapponesi, da fobie meccaniche, televisive. Noi vogliamo che la Cianciulli spaventi ancora e che il suo nome incuta ancora terrore. Per una paura sana! Per una paura vera! Per una paura ed cà nostra! Ridiamo ai fanciulli le loro giuste nottate di pianto, sudore e immaginazione. Mangiate le torte, mangiate i biscottini fatti con gli ossicini, ma abbiate paura bambini e badate, che la Cianciulli non si avvicini!

Oggi è il battesimo uffiziale dela nascita del Cianciulli-Rock, proveniente dalla città nella correggia; come la brodaglia della cara saponificatrice è un sintetico impasto di parti umane, così la nostra musica è un impasto di parti musicali ormai non più definite; un sapone musicale di non ben decifrabile ed inconscia derivazione che laverà via il lordo dai vostri corpi e dai vostri cervelli; membra umane ben mescolate nel calderone, nel calderone della stria (strega), membra musicali altrettanto ben mescolate nel calderone, nel calderone degli stregoni. Nasce accosì il cianciulli-rock! Al nas acsè al cianciòli-rock!LP saponificato e disponibile nella farmacia di Zuccardi (%)

Tracklist & Testi>

lato1

1)cianciulli sapone dance

2)divise

3)…calma

4)oh cavalier!

5)bill speed boy

lato2

1)el dispensador

2)morbillo

3)la mia musa

4)il trionfo dell’istinto

5)nuove religioni

En Manque D’Autre “I nuovi arricchiti” EMDA 1986

Posted in - En Manque D'Autre by Taver on the January 4th, 2006

i nuovi arricchiti.jpg“La società italiana era composta dall’insieme delle varie culture regionali, assai poco amalgamate tra di loro, ma che comunque affondavano le proprie radici nelle tradizioni del passato e quindi fornivano un’identità culturale ad ogni persona. Verso gli anni ‘60 , parallelamente al resto d’Europa, ha iniziato ad imporsi un sistema socioculturale di massa che ha fatto e continua a fare, strage di tutte le culture particolaristiche pre-esistenti. Questo sistema di tipo consumistico progredisce fondandosi su un’economia vincente che alimenta un certo benessere, o comunque la speranza d’ottenerlo e nel frattempo iimpone i propri modelli in maniera totalizzante. In questo modo la gente è portata a dimenticare le proprie tradizioni e a perdere la propria identità per far posto a falsi bisogni e speranze. Per questo riteniamo necessario far ritorno alle nostre radici, non per motivi nostalgici, ma per recuperare l’identità che ci è stata tolta per poi evolvere in modo libero ed autonomo: oggi è forse più facile recuperare questo tesoro di vita e tradizioni, partendo dalla provincia più legata alla “dote” del passato, che non dalla città per natura più indifesa di fronte alle illusioni. La fotografia di copertina raffigura un antico edificio di Correggio (RE), il paese da cui proveniamo.” Questo recitava il volantino incluso nella prima opera su vinile degli En Manque D’Autre uscita in 500 copie e totalmente autoprodotta ed autopromossa con la distribuzione della torinese Toast (uno dei canali più importanti di diffusione di musica alternativa italiana). L’accoglienza e l’attenzione per questo mini-lp da parte di giornalisti e pubblico lasciò sorpresi noi stessi e ci fece pensare al gruppo, al live ed alle produzioni in un ottica nazionale. Va rigorosamente precisato che il contenuto del volantino non ha assolutamente nulla a che spartire con le sparate leghiste che avrebbero ammorbato l’Italia negli anni a venire. Il suono risentiva ancora di influenze dark/post-punk mescolate al folk emiliano. Mini-lp da mercatino di vinile da collezione…ma attenzione al rivenditore che lo spaccia come disco pre-leghista!!!
TRACKLIST & TESTI>

lato1

1) i nuovi arricchiti

2) citazioni

lato2

1) importanza

2) je t’adore

3) eccedi